Ci metto la faccia

ImmagineEd eccoci di ritorno, puntuali nelle prime ore pomeridiane di questa domenica, dopo tre giorni immersi tra gli spazzi surreali dell’Arsenale della Pace di Torino. Quale sortilegio strano ha potuto far si che un vecchio arsenale militare, che per anni ha sfornato armi e morte, sia stato trasformato in una casa dal cuore enorme da cui partono migliaia di progetti di sviluppo in tutto il mondo? Anzi, quale profezia?

Quale spirito di profezia ha permesso che un gruppo di giovani e adulti impegnati ro missioni, alle soglie degli anni ’80 siano riusciti a farsi dare dallo stato italiano un vecchio arsenale militare ormai in rovina e, mattone dopo mattone, lo abbiano ristrutturato e convertito, senza avere un soldo ma con tanta, tanta, fiducia nella Provvidenza? L’Arsenale è in grado oggi, grazie all’aiuto di decine di migliaia di volontari e amici che si sono avvicendati in quasi trent’anni, di dare un letto e il cibo a oltre 2000 poveri e senza tetto. Sostiene progetti di sviluppo in tutto il mondo, promuove la formazione e l’impegno dei giovani, crea occasioni di riflessione e spiritualità.

Qui abbiamo deciso, per il secondo anno di fila, di trascorrere alcuni giorni delle nostre vacanze, con alcuni ragazzi del gruppo 18/19enni. Al campo che si è svolto dal 27 al 30 dicembre partecipavano circa 340 ragazzi provenienti da mezza Italia. Guidati dai membri della fraternità che abitano l’Arsenale, ci siamo lasciati guidare dalla loro proposta concreta e incisiva: lavoro e preghiera. Di provocazioni ne sono piovute a raffica. Le “pro-vocazioni” sono interpellanze che ti schiudono a comprendere la tua “vocazione”: il posto che Dio ha pensato da sempre per te nel mondo. Raramente le parole sono cadute nel vuoto. Giorni dove sperimentare la bellezza di un Dio che ha bisogno degli uomini, la grazia di un bene possibile quando perseguito da tanti che insieme formano un mare, la bellezza di aprire quel Libro antico nelle cui pagine è racchiuso il segreto e il fascino di un luogo così.

Da lì rientriamo: con il desiderio di giocarci a casa nostra, di provare a scommettere sul bene possibile anzichè sulla lamentela sterile, di metterci la faccia anche davanti agli altri perchè un mondo più equo è possibile e forse aspetta anche noi.

Un grazie particolare ad Andrea e Daniela che hanno speso tempo e passione per i loro ragazzi, ad Asiri il nostro seminarista che ha rinunciato a tre giorni di studi intensi per essere con noi, ai 9 ragazzi che hanno partecipato senza risparmiarsi e “affidandosi” a questo campo, a Marco -la nostra guida- che ha saputo condividere se stesso senza maschere né ruoli. Infine grazie a Paolo, Andrea e Rosanna che hanno reso possibile la nostra presenza in questi giorni: ci hanno fatto un dono splendido: chissà che non ci si riesca di Restituirlo!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...