Terza Media in Duomo

LG7A4369-come-oggetto-avanzato-1Sabato scorso i ragazzi di terza media che si stanno preparando alla professione di Fede, si sono recati in centro Milano per vivere la tappa della consegna della croce.

All’alba delle ore 9.30 lasciavano l’oratorio alla volta della stazione del metrò e in poche decine di minuti si ritrovarono nel centro pulsante di vita di una assolata Milano. Primo obiettivo Castello Sforzesco: Pietà Rondanini. Dopo aver attraversato le sale del museo del medioevo Lombardo, eccoci arrivare all’incompiuta del Michelangelo. Opera di una bellezza sublime, sfugge i canoni del bello o del brutto: va semplicemente al di là. Il corpo del Cristo arretra nel corpo materno che lo sorregge in piedi. Immagine di morte o nuovo parto? Quel messia crocifisso è come seme: caduto a terra – o innalzato in croce- produce molto frutto. E’ quando muore che fa esplodere una promessa di vita. Noi invece attaccati alla vita, anche egoisticamente: incapaci di generare futuro.

La sosta alla Pietà lascia spazio alla nuova meta: il duomo di Milano. Nella massa dei turisti, superata la security, guadagniamo la navata principale. Davanti ai ragazzi, rossa e lontana, la luce indicante il chiodo, che una generosa tradizione, imputa alla croce. “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua“. Queste le parole che il vangelo porge ai ragazzi. “Se qualcuno vuole“: si apre lo spazio della libertà, ma anche i campi del desiderio: “da chi andremo? tu solo hai parole…“. “Rinneghi se stesso” è la scelta per chi comincia a vivere decentrato: sbilanciato sul mondo e sull’amore. Fuori di se, ma non per pazzia: per scelta. Scelta di servizio, scelta di coraggio. Scelta di non cadere nelle logiche di chi ti vuole ripiegato ed egoista. “mi segua“: anche noi, dietro. Dietro ai passi generosi del Maestro che non si stanca di attraversare i luoghi e i giorni. Dietro agli insegnamenti di quel libro sacro che custodiamo gelosamente troppo chiuso nelle nostre case. Dietro a Lui che si propone come il conoscitore della via che porta alla vita, perchè l’unica autentica.

Lì nel via vai turistico della cattedrale i ragazzi hanno ricevuto la croce. Hanno scelta di prenderla e di metterla al collo: testimonianza ai loro coetanei e promemoria di una scelta che va rinnovata ogni giorno. La terza tappa del cammino alla professione di fede si è conclusa col ritorno a casa. Prossima uscita Roma ad incontrare Francesco e i primi testimoni della fede.

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