Servizio in “Arsenale”

Non c’è bisogno di andare lontano per ritrovare se stessi. Non servono viaggi all’altro capo del mondo, non servono escursioni fenomenali sulla cima del Monte Bianco, non serve niente di tutto questo per comprendersi un po’ più a fondo.

DSC01067Borghetto Lodigiano è un piccolo paesino sperduto tra le ampie vallate della pianura Padana, tutta autostrade e piccoli borghi medievali, ed è proprio in una viuzza laterale di questa miniatura di città che si trova l’Arsenale della Accoglienza, una casa (sì, semplicemente una casa come molte altre) dove centinaia di bambini e bisognosi vengono accolti ogni anno.

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Andrea Menin e Giuditta Montanari, porprietari e “mamma e papà” di questa casa, ci hanno raccontato una storia bellissima: “E’ stato proprio Ernesto Olivero a ribattezzarci Arsenale dell’Accoglienza; dalla nostra comunità è nata questa fraternità che segue il carisma del Sermig. Ogni Arsenale ha una specifica della carità e noi siamo caratterizzati dall’accoglienza a minori, giovani adulti e famiglie. E tentiamo di essere cristiani come insegna il Vangelo”.

Per chi non ne fosse a conoscenza, Ernesto Olivero è il fondatore del Sermig di Torino (o Arsenale della Pace), gruppo creato a Torino nel 1964 con il desiderio di sconfiggere la fame nel mondo tramite opere di giustizia, promuovendo lo sviluppo e vivendo la solidarietà verso i più poveri , dal quale sono nati nel 1996 l’Arsenale della Speranza di San Paolo, in Brasile, nel 2006 l’Arsenale dell’Incontro a Madaba, in Giordania, e oggi quello dell’Accoglienza qui, a Borghetto Lodigiano.

DSC01072Il nostro breve viaggio all’interno di questo mondo che può sembrare così distante dalla nostra quotidianità è iniziato sabato 7 marzo, quando un gruppo di giovani tra i diciotto ed i venticinque anni dell’oratorio San Marco ha raggiunto Borghetto Lodigiano con tanta voglia di fare e di mettersi alla prova. Appena arrivati siamo stati accolti da una vera e propria ciurma di bambini, da tre cani e tanti sorrisi. In breve tempo abbiamo compreso che una macchina che sembra funzionare così bene ha bisogno di tante attività faticose alle spalle, nelle quali abbiamo deciso di cimentarci (impacchettando marmellate, aggiustando cancelli, pulendo vetri, sistemando vestiti donati da altri e tanto altro ancora). Sabato è stata una giornata davvero speciale anche per l’Arsenale stesso poiché al suo interno è stata celebrata per la prima volta una Messa; noi ragazzi siamo stati invitati a parteciparvi, rimamendo profondamente colpiti dall’atmosfera di gioia ed emozione.

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Nel pomeriggio della domenica abbiamo trattato il tema della vocazione (tema cardine del percorso diciotto/diciannovenni del nostro oratorio) attraverso un incontro magistralmente condotto da Andrea Menin, che attraverso esperienze personali e riflessioni sull’importanza della fiducia negli altri ci ha sicuramente lasciato qualcosa sul quale riflettere.

DSC01009“Sapete quando si è davvero felici?” ci ha domandato Andrea con aria di blanda sfida. “Quando si fa felici gli altri”. Questo modo di vedere la vita lo si capisce appieno vivendo anche solo due giorni all’Arsenale dell’Accoglienza, dove il sorriso di un bambino è più importante dei soldi, dove un pranzo condiviso è più significativo di una partita alla Play Station, dove le difficoltà insormontabili ci sono e sono tante, ma basta la risata cristallina della più piccola della casa, Giada, per riuscire a superare tutto quanto.

Andrea e Giuditta non fanno tutto questo da soli, ma sono accompagnati nel loro percorso da altre famiglie tra le quali noi dell’oratorio San Marco ritroviamo vecchie conoscenze: Andrea Zanelli e Daniela Cambiaghi, educatori del gruppo diciotto/diciannovenni fino all’anno scorso.

Tutto questa collaborazione sembra voler sottolineare l’idea che nessuno si realizzi senza qualcun altro accanto, che quante più persone insieme provano a realizzare la felicità di qualcun altro tanto più quel qualcun altro si sentirà maggiormente a casa.

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Si può riassumere in questo modo quello che abbiamo imparato nei due giorni trascorsi all’Arsenale dell’Accoglienza: ogni posto può diventare casa, basta solo comprendere quanto la propria felicità sia legata a quella degli altri ed il progetto di una comunità aperta nella condivisione sembrerà incredibilmente semplice.

11 marzo 2015, Cologno Monzese

Martina

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